ALTERA DOMUS Associazione Culturale ALTERA DOMUS Associazione Culturale

 

EVENTO IN CORSO

dal 18 maggio al 5 giugno 2017

L’Associazione culturale Altera Domus in collaborazione con il Comune di Noto e con il contributo di alcuni presenting sponsor: Cantina Modica, Arreditalia, G’N’B studio, Traslochi Santoro, Cammisuli Giuseppe, e Dirosaform, ha scelto di ospitare nei propri spazi all’interno di Palazzo Nicolaci, in occasione dell’Infiorata 2017, la mostra  “Clorophilla”, ideata e curata da Samuele Mazza: artista multiforme  siciliano, “di Milano”, conosciuto in tutto il mondo come designer, progettista, visionario. Un grande creativo ed esploratore di nuovi linguaggi espressivi, che ama definirsi un “artista borghese” e un inesauribile trend setter. La mostra, un vero e proprio elogio alla bellezza effimera dei fiori, colta dal protagonista secondo il primo principio della conoscenza di Berkeley “Esse est percepi”, ovvero l’essere delle cose è il loro essere percepite, è il segno di un’esperienza estetica e sensoriale densa di emozioni, di sentimenti, di percezioni visive che accompagnano il visitatore nelle suggestioni del personaggio, nel suo mondo interiore, in cui abita  l’ideale filosofico ed estetico della caducità della vita dei fiori. Sperimentando materiali, tecniche e i codici propri del linguaggio visivo, l’artista esprime e comunica, in modo creativo e personale, la propria inclinazione estetica, attraverso 23 immagini di chiome leggere, impresse, con una tecnica innovativa, su sottili pannelli metallici che conferiscono alle opere, realizzate in formati di grandi dimensioni, un effetto opalescente con riflessi oro, bronzo e argento. Il risultato di questa ricerca artistica e concettuale, che si sofferma a riflettere sulla bellezza sfuggente del fiore è un chiaro rimando anche alla cultura simbolica giapponese che trova nella fioritura, ed in particolare del ciligio (sakura), la sublimazione della vita, nella brevità della sua essenza. Mi viene in mente lo haiku antico del poeta e pittore giapponese Yosa Buson: “Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna”.  L’allestimento, di grande impatto visivo, è occasione per scrutare, insieme all’autore,  il delicato spettacolo vivente e cangiante della natura,  che si mostra  generosa di luci, colori, forme, segni e si concede all’osservatore in una dimensione che deve essere ascoltata, contemplata esteticamente. Una natura avvolta in un’aura di bellezza spirituale capace di suscitare estasi segrete all’anima. Claude Monet disse: “Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore”. Le opere di Samuele sembrano poter dire la stessa cosa. Lo mostrano  un confidente della natura, dialogano con lui, rigogliosi posano per lui anche solo per un attimo, e continuano a vivere grazie a lui che li hai resi immortali con i suoi scatti.

EVENTO IN PROGRAMMAZIONE

dal 10 GIUGNO al 2 LUGLIO 2017

Dopo venticinque anni di carriera fitta di mostre personali e importanti colletive in giro per il mondo, tra cui vanno ricordate la personale nella galleria Sergio Tossi a Prato e una collettiva a Roma all’Attico di Fabio Sargentini, ambedue curate da Demetrio Paparoni nel 1997; le partecipazioni alla 14° Quadriennale di Roma nel 2003 e alla 2° Biennale di Pechino nel 2005; la personae al Monastero dei Benedettini di Catania curata da Beatrice Buscaroli e una alla galleria Bianca Maria Rizzi di Milano presentata da Alberto Zanchetta nel 2007; un'altra personale alla galleria Antonio Battaglia di Milano curata da Lucio Barbera nel 2010; La partecipazione alla 54° Biennale di Venezia nel 2011e nello stesso anno la bipersonale con Michele Ciacciofera alla Fondazione Sambuca di Palermo curata da Paolo Falcone e sempre nel 2011 la partecipzione alla mostra “Sicilia sopra tutti” alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini di Siracusa, curata da Duccio Trombadori;  la 2° Cup International of Art Water Cube, premio ricevuto a Pechino nel 2012; e infine la partecipazione alla mostra “Artisti di Sicilia” a cura di Vittorio Sgarbi allestita prima alla Tonnara di Favignana, Museo ex stabilimento Florio, poi a Palazzo S. Elia di Palermo e infine al Museo Civico Castello Ursino di Catania, finalmente la possibilità di vedere insieme, per la prima volta, tutte le più importanti ricerche di Enzo Rovella: i Colours, i Lanscapes, gli Astronomy e i  Night Visions.

 

- Colours. La serie che per prima ha dato prestigio al lavoro di Enzo Rovella. Presentata in importanti gallerie, è la ricerca che rivela una passione per la pittura intesa non come fatto simbolico, ma come medium espressivo. Opere che portano l'immaginario ai coralli che resistono in profondità ai flussi delle correnti marine.

 

- Landscape. Sono la ricerca più nota e apprezzata sia dalla critica che dal pubblico. Questi dipinti mettono lo spettatore dinanzi a paesaggi misteriosi nei quali perdersi con l'immaginazione. Laghi da attraversare, boschi magici in cui entrare silenziosamente, orizzonti inimmaginabili che molte volte si mischiano con i chiarori di albe azzurre o argentate.

 

- Astronomy. In questa serie Rovella si apre allo spazio infinito. Questi cieli, attraversati da corpi celesti mai visti, da flussi misteriosi, da nuove forme che ricordano i coralli dei primi lavori, sono  in un certo senso, i lavori più spirituali e liberatori.

 

- Night Vision. La sua ultima ricerca. In queste opere l'artista siciliano riesce, in maniera davvero inusuale, ad affrontare il tema della più avanzata tecnologia osservata attraverso il farsi più antico della pittura. Le opere infatti riprendono le tonalità verde acido dei Night vision glasses, gli occhiali utilizzati dai Seal, le forze speciali dell'esercito degli Stati Uniti.

 

In tutte le opere di Enzo Rovella vengono superati i vecchi steccati tra astrazione e informale e tra quest'ultimo e il figurativo. Una pittura a prima vista informale, ma controllata con il rigore degli astrattisti che arriva consapevolmente a forme nuove, e quindi, ad una nuova figurazione.

La mostra sarà presentata all'inaugurazione dal noto critico Francesco Gallo Mazzeo che curò la prima personale dell'artista catanese nel 1993.

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