ALTERA DOMUS Associazione Culturale ALTERA DOMUS Associazione Culturale

 

L’Associazione culturale Altera Domus, nell’ambito delle iniziative che intende sostenere a favore della valorizzazione  del patrimonio artistico come attività diretta a promuovere la conoscenza e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica dello stesso, e  in attuazione dei servizi programmatici individuati nel documento di Convenzione, stipulato con l’Amministrazione Comunale di Noto, ha curato e finanziato il restauro conservativo di un dipinto inedito del pittore  netino Costantino Carasi, raffigurante una “Madonna con  Bambino e San Giuseppe tra i Santi  Gaetano e Corrado”, eseguito  per la piccola chiesa di San Pietro martire di Noto, recentemente aggiunto al ristretto catalogo delle opere certe dell’artista, grazie al  rinvenimento di una traccia documentaria che ha fornito un preciso terminus ad quem situarne al 1746 l’esecuzione. Si tratta di una prova giovanile, ad oggi probabilmente la prima e non certo fra le più riuscite del pittore, per una evidente essenzialità compositiva nell’impaginazione scenica e per   l’incompletezza di una tavolozza al suo  esordio, il cui significato risiede più nel suo valore devozionale che nell’ intenzione artistica. L’iniziativa finalizzata, dunque,  a rinnovare la comunicazione del valore culturale insito nell’opera,  nasce in virtù della più nobile intenzione di sottrarla all’incuria e al degrado e di riportarla, in condizioni di piena leggibilità, alla fruizione degli studiosi, dei devoti   e del più vasto pubblico di destinatari sempre più attento e interessato al recupero del patrimonio culturale per un senso di identità e di appartenenza, confidando pienamente nei valori dello studio e della ricerca. Correda l’iniziativa il presente saggio in cui vengono illustrate le varie fasi dell’intervento, le indagini diagnostiche e la più ampia articolazione delle ricerche, che pongono i presupposti per aprire nuove prospettive di conoscenze e di aggiornamenti sull’intero contesto in cui il dipinto si colloca.

L’Associazione culturale Altera Domus in collaborazione con il Comune di Noto e con il contributo di alcuni presenting sponsor: Cantina Modica, Arreditalia, G’N’B studio, Traslochi Santoro, Cammisuli Giuseppe, e Dirosaform, ha scelto di ospitare nei propri spazi all’interno di Palazzo Nicolaci, in occasione dell’Infiorata 2017, la mostra  “Clorophilla”, ideata e curata da Samuele Mazza: artista multiforme  siciliano, “di Milano”, conosciuto in tutto il mondo come designer, progettista, visionario. Un grande creativo ed esploratore di nuovi linguaggi espressivi, che ama definirsi un “artista borghese” e un inesauribile trend setter. La mostra, un vero e proprio elogio alla bellezza effimera dei fiori, colta dal protagonista secondo il primo principio della conoscenza di Berkeley “Esse est percepi”, ovvero l’essere delle cose è il loro essere percepite, è il segno di un’esperienza estetica e sensoriale densa di emozioni, di sentimenti, di percezioni visive che accompagnano il visitatore nelle suggestioni del personaggio, nel suo mondo interiore, in cui abita  l’ideale filosofico ed estetico della caducità della vita dei fiori. Sperimentando materiali, tecniche e i codici propri del linguaggio visivo, l’artista esprime e comunica, in modo creativo e personale, la propria inclinazione estetica, attraverso 23 immagini di chiome leggere, impresse, con una tecnica innovativa, su sottili pannelli metallici che conferiscono alle opere, realizzate in formati di grandi dimensioni, un effetto opalescente con riflessi oro, bronzo e argento. Il risultato di questa ricerca artistica e concettuale, che si sofferma a riflettere sulla bellezza sfuggente del fiore è un chiaro rimando anche alla cultura simbolica giapponese che trova nella fioritura, ed in particolare del ciligio (sakura), la sublimazione della vita, nella brevità della sua essenza. Mi viene in mente lo haiku antico del poeta e pittore giapponese Yosa Buson: “Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna”.  L’allestimento, di grande impatto visivo, è occasione per scrutare, insieme all’autore,  il delicato spettacolo vivente e cangiante della natura,  che si mostra  generosa di luci, colori, forme, segni e si concede all’osservatore in una dimensione che deve essere ascoltata, contemplata esteticamente. Una natura avvolta in un’aura di bellezza spirituale capace di suscitare estasi segrete all’anima. Claude Monet disse: “Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore”. Le opere di Samuele sembrano poter dire la stessa cosa. Lo mostrano  un confidente della natura, dialogano con lui, rigogliosi posano per lui anche solo per un attimo, e continuano a vivere grazie a lui che li hai resi immortali con i suoi scatti.

“AVETE MAI OSSERVATO UN FIORE, SENZA PROVARE STUPORE E PIETA’? ”

Questa mostra è un mio personale racconto,

della mia personalissima visione della bellezza,

nel puro senso estetico e formale, legata alla temporalità,

voglio raccontare, senza parlare, che alcuni esseri  viventi

sono di commovente bellezza estetica, fragili e sfuggenti……

il tempo di una fase lunare e possono sparire….

per  questa ragione ho nel  tempo reso immortali,

attraverso la fotografia, le creature che vivono meno

di tutti in assoluto: I FIORI

In un contesto come l’Infiorata di Noto,

città a me tanto cara, ho voluto dare un contributo artistico e progettuale.

Un’ eccellente combinazione di arte e tecnologia.

Stampe su supporti cromatici diversi, di grandi dimensioni,

tecnica bidimensionale e a volte traslucida……

grazie alla competenza di Savino Corvasce e alla loro ingegneria

applicata al mondo della carta e della cellulosa in genere,

è stato possibile progettare questa rassegna di “vita floreale”.

 

Samuele Mazza

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